sabato 4 luglio 2009

è raggiungere quella sernità...........



foto tratta dal sito http://psychicvas.com/psychicvas

siamo ciò che pensiamo


Noi siamo ciò che i nostri pensieri ci hanno fatto diventare; perciò sta' attento a ciò che pensi. Le parole sono secondarie. I pensieri vivono e vanno lontano.
(Swami Vivekananda- © copyleft perle.risveglio.net)

mercoledì 29 aprile 2009

Sensibilità, da MicroMega di questo mese

giovedì 23 aprile 2009

LA UE

Sono stanco di essere europeo, voglio scendere, il mio paese è per tre quarti circondato dal Mediterraneo, perché mai mi dovrei sentire europeo? Mi sento più vicino a Tunisi o a Cartagena, a Smirne....e, ditemi, l'avete letto il trattato di Mastricht all'epoca (non ricordo se si scrive proprio così), ma l'hanno letto i nostri governanti? E' un congegno accurato per lo sfruttamento e l'autosfruttamento, non solo, ma anche per l'isolamento della Patria Europa. Domani lo ripesco e ne posto qualche pezzo significativo, caduto il muro di Berlino, finito ogni ritegno democratico. E vai con la crescita economica no limits, poveri noi, povero pianeta....beh, sono stanco, continuo domani, intanto pensiamoci su.

POPOLI DEL MEDITERRANEO UNITEVI

mercoledì 22 aprile 2009

senza parole........




Ma cos'avete capito?! Per fortuna c'è Silvio: avete visto come lo guarda minacciosamente.....sembra che voglia dire: qui in Italia ci penso io alla democrazia!

domenica 12 aprile 2009

il mio dettato gastronomico

ricette semplici, poco elaborate e maneggiate, "materie prime" di grande qualità. Petanto: andare a prendere dove la carne o il pesce sono sicuri e così con le verdure, niente intingoli....gli ospiti si devono alzare da tavola "leggeri".

buona notte, adesso chiudo, questo discorso lo continueremo dimani...

Vovi aea poareta (uova alla povera)

Correvano gli anni sessanta, della mia giovinezza, precipitosamente giù per il pendio del tempo ed io mi ero associato (figliol prodigo) alla compagnia di mio padre. Sì, caro Checco, le "uova alla poareta", mi hai insegnato a farle tu. Ma più che la ricetta, mi è piaciuta la tua esposizione dialettale della stessa, un capolavoro lessicale ormai destinato a perdersi nel tempo. Io purtroppo ibrido di dialetti, non sarò fedele all'esposizione, però ci proverò, anche se mi costerà un po' di fatica....
















Rassodate le uova e le lasciate raffreddare: "'e tajè col cortel par longo e po' col manego de un scuciaro 'e cavè fora dal scorzo e 'e butè su una tarina. xontè cevoa tajada a fete e missiè con oio, axeo, sal e pevare".

Tornavamo da un race notturno sui colli di Asolo, io Giulia, Gianni, Giovanni, Loretta.....no, Lorette non c'era e poi i ricordi mi tradiscono, così approdammo a casa mia (sempre aperta a tutti a qualsiasi ora e per qualsiasi cosa, com'è sempre stato nel costume della mia famiglia) e affamati, mentre svuotavamo una pentola di pasta e fagioli, ci facemmo 'sti vovi. Eccezzionali! Ecco, appunto, vedendo la foto, aggiungendo un po' di radicchio col zoket è il massimo! Sarà stata la fame e l'età, ma quella mangiata me la ricordo ancora, come l'aria primaverile, l'odore delle gomme surriscaldate della macchina, il senso di libertà, il cielo terso e stellato..... e poi tutti in pochi anni ci siamo andati a inguaiare.....moglie, figli, ma chi ce l'ha fatto fa' Cribbio, parlo quasi "terronico" e allora? e mia moglie dice anche "pure"....che invasione. Giorgio Mantello, nato a Venezia da genitori veneziani, che non si è mai sentito veneto o veneziano, Più probabilmente calabrese o siculo di origine. Intanto fatevi 'sti vovi aea poareta, tajai par longo e....vogliamici bene!

sabato 11 aprile 2009

MI piace così seguire le mie fantasie...


Mia carissima amica, stai attenta, che gli indiani e i giapponesi, non vanno tanto per il sottile, non vorrei che ti facessero un culo come una verza e addio al tuo tuo poppi d'oro! Tu dirai: "E se a me va bene così?". Giusto, tutta invidia la mia.....

mercoledì 8 aprile 2009

mentre...


Mentre "poppi d'oro" è andata in Giappone a "perfezionarsi" nella sua arte di operatrice "antropoligica", io sono rimasto qui a godermela passando da una visita cardiologica ad una ortopedica e controlli vari..... Ma quanto si può essere scemi alla mia età a sperare che "poppidoro" torni ansiosa di rivedermi. L'autoconsapevolezza è una grande arma di difesa: rendersi conto della realtà è amaro, ma aiuta a soffrire di meno. Si, cara Poppi, tornerai con mille sogni nella mente com'è giusto alla tua età e io starò a gufare come un cogl...
In facebook ho collezionato una serie di cinquantenni, sessantenni, una più curata e colta dell'altra, ma loro, le amiche sessantenni, come ci vedono, certo con occhi materni e benevoli, mi auguro io: con la pancetta, sovrappeso, un po' curvo......ma è questa la realtà. Se vuoi,però, di figa ce n'è! Ho un mio amico macellaio che ormai senza lavoro e disastrato dai dolori si è adattato a farsi mantenere dalle settantenni, dietro adeguate prestazioni(?)...a parte che sono sposato (e con una bella donna), ma io non avrei tante energie per il pane e per la fica.
Il dr. Antonio, nostro medico di famiglia da tre generazioni, mi disse: l'età ti darà dei limiti, ma tu avrai sempre gli stimoli...infatti, durante un recente ricovero in cardiologia un signore agreste di novantatre anni disse, quando lo stuolo di inferniere lo lasciò: 'e te fa passar tutti i doori (= ti fanno passare tutti i dolori). E' così cari amici, è un post triste, ma non ingannevole e penso che quelli di voi che hanno la mia età e mi leggono, si rispecchino nelle mie parole........Poppiiiiii, quando torni? Mai...

Di quelli che poi dicono che si può mettere la mano sul gluteo destro dei pantaloni, non volgio nemmeno parlare....

lunedì 6 aprile 2009

prevenzione?

da la repubblica

venerdì 3 aprile 2009

Ricettina primaverile: "Radicio e fasioi"


Eh già, per scoprire realtà gastronomiche importanti bisogna arrivare fino a Sandona del P. Mi riferisco al noto piatto consumato qui ai tempi della bonifica da bovari e cariolanti, ma anche dai borghesi che lo apprezzavano. I nobili invece lo mangiavano di nascosto (de 'scondion), però poi scoreggiavano come tutti gli altri. Ma si sa com'è: "noblesse oblige" e da allora dal basso piave, la moda dello scoreggìo ha dilagato ovunque. Sicuramente, dopo questa premessa storico-fisiologica, smanierete dalla voglia di farvi una "rata" (dose) di radicio e fasioi. Si fa così: dopo aver confezionato la vostra pasta e fasioi, la lasciate raffeddare per benino e quando è proprio fredda, ma fredda, sennò è 'na schifezza, ne versate una porzione abbondante in una scodellona e la cospargete di radicchio verdone (queo col zoket, tanto per indenderci...(che però ha anche sfumature rosse)non sapete cos'è il zoket del radicchio, ma dovete venire nel basso piave per aggiornarvi, scherzi a parte, è quel pezzetto di radice che viene lasciato attaccato alle foglie perché le tenga insieme. Fatto questo, condite come una normale insalata e mangiate.....tutto qui? Penserete, sì tutto qui, ma è un miracolo di sapori che non avreste mai immaginato. Ma potete aggiungere anche della cipolla cruda a fettine o, meglio ancora, due o tre costicine (costioe) di maiale con il loro sugo di cottura, fatevi sorreggere perché il deliquio è vicino e potreste anche perdere i sensi dall'emozione.
EVVIVA SANDONA PATRIA DEL RADICIO E FASIOI COL ZOKET

sito rai linea verde grazie

giovedì 2 aprile 2009

in effetti

in effetti in Africa non c'ero,andato, ma lei in Giappone ci è andata sul serio...beato Sandokan.
Mi spiegherò a suo tempo.